giovedì 14 luglio 2016

BALNEARI, CORTE UE: NO A PROROGA AUTOMATICA SENZA SELEZIONI CANDIDATI

BALNEARI, CORTE UE: "NO A PROROGA AUTOMATICA SENZA SELEZIONE CANDIDATI"

Anni di discussione, centinaia di dibattiti dedicati al demanio marittimo, sfilate di politici acchiappa preferenze e di qualche sindacalista acchiappa tessere, interventi assurdi che propagandavano soluzioni fantasiose applauditi  e , al contrario, interventi puntuali e di buon senso  fischiati e interrotti.
Da un lato, siamo stati in tanti, quelli che chiedevano l'apertura di questo mercato, in particolare per le giovani generazioni, per il cittadino-consumatore, per l'innovazione e la qualificazione dell'offerta turistico – balneare, per garantire la massima utilità pubblica del demanio marittimo, anche in termini di introiti per lo stato ( lo ricordiamo, tutte le concessioni demaniali portano allo stato circa 100 milioni ogni anno, una cifra che potrebbe aumentare notevolmente). Senza mai aver pensato di liquidare con un ciao le attuali imprese, ma di inserirle in un circuito virtuoso orientato allo sviluppo del sistema, alla creazione di nuovi posti di lavoro, all’innovazione e alla qualificazione del prodotto. Così come abbiamo sempre parlato di riconoscimento del valore commerciale dell'impresa, di professionalità acquisita, di funzioni pubbliche generali che queste aziende esercitano, di  periodo transitorio per l’applicazione delle nuove norme. Una serie di garanzie per proteggere chi sulle spiagge ha investito negli anni ed ha dimostrato di saper fare impresa.
Dall'altro lato c’erano quelli che  si sono opposti all'innovazione, per difendere banalmente posizioni di rendita consolidate da decenni e decenni, a discapito dei giovani italiani, dei cittadini-consumatori, delle sacrosante regole della concorrenza. La Bolkestein non è un problema, ma una grande opportunità per l’Europa, ed in particolare per le nuove generazioni che magari sognano, in questo caso, di poter aprire un “bagno” a Rimini, Riccione,   Forte dei Marmi, Viareggio, uno chalet a  San Benedetto del Tronto. Sognano di aprire una attività commerciale  su una spiaggia che è un bene pubblico, non privato, ed oggi non possono farlo.  
Quando si approvò la proroga al 31 dicembre del 2020, oggi messa in discussione dalla Corte di Giustizia europea con questa sentenza giusta e scontata, ho espresso la mia assoluta contrarietà perché si stava per approvare una norma all’italiana,  in contrasto con il Trattato europeo, al quale la nostra legislazione è subordinata. 
Mi sono battuto, anche dentro il mio partito,  per trovare un difficile equilibrio tra libera concorrenza  e interessi delle attuali imprese balneari. Ma troppe volte le continue campagne elettorali, alcune ( per fortuna non tutte) posizioni sindacali assurde hanno fatto saltare il tavolo. Un tavolo che deve essere costruito ripartendo dal lavoro fatto dall’allora Ministro Gnudi, dalle posizioni di buon senso espresse da alcune organizzazioni degli imprenditori balneari, dal coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e dei consumatori e politicamente, da quel documento di Milano Marittima tanto contestato, ma che rappresenta dopo anni un contributo serio e lineare per aprire questo mercato nell’interesse delle parti coinvolte. In questo contesto mi aspetto una posizione netta da parte del PD, che oggi ha responsabilità di governo e che è chiamato ad avanzare proposte per aprire la società italiana.

Roma, 14/07/2016                                                                  Armando Cirillo

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