domenica 28 febbraio 2016

Concessioni demaniali: posizione avvocatura generale della Corte di giustizia europea prevedibile. Ripartire dal documento di Milano Marittima del 2012.

La posizione dell'avvocatura generale della Corte di Giustizia europea in materia di concessioni demaniali ad uso turistico ricreativo non mi ha sorpreso.
Quando questa ulteriore proroga venne approvata, dopo l'apertura  e la chiusura di una procedura di infrazione, sono stato fermamente contrario a quell'atto  normativo. Per due motivi :
a) una ulteriore proroga, certamente fuori dalla normativa europea e di conseguenza da quella nazionale, non risolveva i problemi di chi ha investito sul demanio, in particolare quelli relativi agli indennizzi, al riconoscimento del valore commerciale delle imprese ;
b) una proroga non era utile alla concorrenza, blocca gli investimenti degli operatori, non crea nuovo lavoro, non innesca dinamiche di abbassamento dei prezzi dei servizi offerti ai consumatori.
Ero uno dei pochi, contrari a quella proroga, contestato  in giro per l'Italia , perché ho preferito dire la verità ai miei interlocutori. A differenza di chi ha preferito prendere un applauso in una assemblea propagandando soluzioni non percorribili.

Da dove ripartire adesso? Alla fine si tornerà indietro nel tempo, in particolare a quella serata di Milano Marittima del settembre del 2012  dove presentammo una proposta seria e articolata che voglio riprendere in questo post.
A mio parere l'unica soluzione possibile. A tutela delle attuali imprese che operano sul demanio marittimo. A tutela della libera concorrenza.

1)Stabilire limiti minimi e massimi di durata delle concessioni, entro i quali le Regioni fissano la durata delle stesse in modo da assicurare un uso rispondente all’interesse pubblico nonché proporzionato all’entità degli investimenti. In base gli investimenti si può arrivare ad un rinnovo per un periodo minimo di 9 anni e massimo di 30 anni;

2) Esclusione del canone quale elemento di comparazione in quanto predeterminato dalla legge nazionale o, eventualmente, regionale ma sempre in un quadro nazionale che impedisca disparità di trattamento fra imprese operanti in territori diversi ma omogenei;

3) Ridefinire i concetti di facile e difficile rimozione dei beni realizzati dai concessionari, tema rilevante anche ai fini della corresponsione di eventuali indennizzi;

4) Prevedere il valore commerciale dell’azienda, derivante dagli investimenti effettuati, anche successivamente all’entrata in vigore della legge n. 25\2010, ivi compreso l’avviamento commerciale, che potrà essere considerato elemento costitutivo della proposta di investimento;

5) Riconoscimento della capacità tecnica dimostrata e della professionalità acquisita anche all'estero nel settore balneare anche gestendo l’attività in forma diretta, quale elemento di premialità (preferenza, opzione, ecc.) compatibili con il diritto comunitario e, per i soggetti non concessionari alla data del 31.12. 2015, dell’individuazione di requisiti morali e professionali cui subordinare l’accesso all’evidenza pubblica

6) Riconoscimento quali elementi di comparazione: di forme di aggregazione fra imprese per lo svolgimento di attività e\o servizi di interesse pubblico o di pubblica utilità quali la: salvaguardia della pubblica incolumità, a cui essi provvedono assicurando il servizio di salvataggio e la costante segnalazione delle condizioni meteo-marine; la tutela e il monitoraggio dell’ambiente costiero; la cura dell’igiene e della sanità pubblica, le cure salsoiodiche e di elioterapia; interventi, anche quelli già effettuati, di recupero ambientale, utilizzo di materiali ecocompatibili e di sviluppo delle energie rinnovabili; il presidio della costa e la segnalazione di qualunque attività illecita alle autorità competenti.

7) Riconoscimento di un indennizzo, a carico del concessionario subentrante e a favore di quello uscente, garantito da idonea fidejussione e pari al valore commerciale dell’azienda compresi, l’avviamento commerciale, i manufatti, le strutture e le attrezzature esistenti in concessione ed impiegate nell’attività consacrata da una perizia asseverata.

8) Individuazione di un numero massimo di concessioni di cui un soggetto economico, direttamente o indirettamente, possa essere titolare in una stessa località o Regione per evitare illegittime e, comunque, inopportune forme di accaparramento. Individuare anche il numero massimo di evidenze a cui può partecipare un singolo soggetto e società a qualsiasi titolo costituita.

9) La puntuale definizione delle cause di decadenza e revoca delle concessioni, così da evitarne il disordinato, confuso ed impreciso moltiplicarsi e l'adempimento delle funzioni di servizio di interesse economico generale. In vista di tali funzioni, le Leggi regionali potranno anche stabilire il divieto di subconcessioni.

10) Facoltà di rinegoziazione del titolo concessorio, con esclusione di procedure concorrenziali, per l’esecuzione di investimenti da effettuarsi anche in forma associata, sia nell’ambito della concessione ottenuta sia all’esterno su aree pubbliche, non previsti, urgenti e non differibili o in attuazione di Accordi di programma definiti con le Pubbliche Amministrazioni con possibile differimento del termine originario di scadenza delle concessioni per un periodo equivalente al massimo previsto dalla legge;

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