lunedì 26 gennaio 2015

SOS turismo: Very Bello, ma non basta


 
Nei giorni scorsi il Governo ha presentato un sito internet, www.verybello.it,  per promuovere le iniziative culturali che si terranno durante l’Expo in tutta Italia.  L’iniziativa ha scatenato una serie di polemiche sulla struttura del sito e, più in generale, sulla capacità reale di questo strumento di offrire una informazione puntuale, utile al visitatore che si recherà in Italia durante il periodo della Grande Esposizione Universale di Milano e che vorrà recarsi anche in altre località.

A me il sito piace perché lo vedo come una bacheca dove si sintetizzano i programmi delle realtà territoriali. Anche perché conoscendo più o meno le difficoltà dell’Italia, apprezzo più che altro la voglia di provarle tutte, per sfruttare le potenzialità legate ad Expo 2015 e rafforzare il turismo. Siamo italiani e la fantasia, anche nel tornante più difficile della storia repubblicana, nella grande crisi, non manca, perché  è nel nostro DNA. Questo sito magari potrà essere migliorato, tradotto in altre lingue, ad iniziare da quella inglese, può essere implementato sia dal punto di vista grafico che funzionale. Magari riuscirà, presto,  a far emergere anche le potenzialità enogastronomiche, termali, balneari, paesaggistiche ecc. ,  legate ai diversi territori e non solo  quelle relative ai beni culturali.

Però la prossima volta proviamo a cambiare, ad intervenire per tempo, ed evitare la tendenza maccheronica di provare a sintetizzare, quando siamo in ritardo, in un sito web il lavoro che un insieme di attori istituzionali e non  avrebbero dovuto  mettere in campo negli anni per trasformare i visitatori dell’Expo in potenziali turisti desiderosi di scoprire l’Italia. Perché la responsabilità in questi casi non è solo della politica, ma delle classi dirigenti nel senso più ampio.  La tendenza a conquistare un titolo di giornale con una provocazione di esperti di marketing applicata alle nuove tecnologie rischia di essere utile solo a fare qualche titolo di giornale. “World Wide Web” non è la formula di una pozione magica, un insieme di parole che possono sostituire il lavoro  che non è stato fatto negli anni o che poteva essere fatto meglio. Lo dico, più in generale,  perché è da diverso tempo che assisto ad una discussione sul turismo basata esclusivamente o quasi  sulle nuove tecnologie che sono fondamentali, si, è vero, ma non esclusive.

Non sarà semplice ricominciare a parlare nelle istituzioni di turismo, prendendo la discussione dal verso giusto. Però proviamoci. Proviamo a parlare di riforme costituzionali, di legge quadro nazionale,  di innovazione e qualificazione dei prodotti turistici, di terme, concessioni demaniali, di sistema aeroportuale e politiche integrate legate ai trasporti, di integrazione ICE-Enit.  Riprendiamo da subito il “Piano strategico per il turismo” e  proviamo a tradurlo in azioni concrete, proviamo a riattivare la discussione Stato- Regioni che sembra ridotta solo ad incontri occasionali. Il nuovo dettato costituzionale in discussione in questi giorni in parlamento aprirà una discussione molto importante nei prossimi anni e consentirà allo stato di fissare le norme generali in materia di turismo e alle regioni, successivamente, di lavorare alle norme di dettaglio. Lo stato sarà nuovamente protagonista e c’è bisogno di tutte le energie che conosco,  di uomini e donne, che da anni, con passione portano avanti le ragioni del turismo.

 E poi, alla fine, costruiamo  il  tetto di questa bella casa: il web, il marketing, le nuove tecnologie, fattori che hanno radicalmente cambiato il modo di viaggiare. Chi pensa di partire dal tetto, e non dalla struttura della casa, magari potrà andare in televisione a propagandare un sito più o meno innovativo, però  poco  utile alla nostra  causa: rafforzare le politiche italiane per incrementare il turismo. Per dare un contributo alla crescita economica ed occupazionale dell’Italia.  Nel frattempo dedichiamoci ad Expo perché in ogni caso rappresenta una occasione unica per promuovere il nostro Paese.   
Roma 26/01/2015
Armando Cirillo

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