lunedì 30 gennaio 2017

DEMANIO MARITTIMO: BENE DDL GOVERNO GENTILONI

DEMANIO MARITTIMO:  BENE DDL GOVERNO  GENTILONI



In sei anni centinaia di convegni, discussioni fiume, teorie che portavano a soluzioni bizzarre (doppio binario, sdemanializzazione, ecc.) per tornare esattamente al punto di partenza: la delega contenuta nella legge comunitaria del 2010.  Il Governo Gentiloni ha riavviato la definizione delle norme in materia di concessioni demaniali ad uso turistico-ricreative e questa è sicuramente una buona notizia. Con l’approvazione di questo DDL riporta la discussione sulla strada giusta. Abbiamo perso qualche anno di tempo per ripartire dalla delega del 2010. Anche il tema del “periodo transitorio”, contenuto nel DDL,  sarà in linea con le “norme europee” citate nel testo: dovrà per forza di cose essere brevissimo. Il tema dell’equo indennizzo andrebbe chiarito meglio perché nel testo del DDL appena approvato dal governo non è chiaro ( lo era nella delega del 2010 come si può vedere nella tabella).   

DELEGA COMUNITARIA DICEMBRE  2010
DDL DELEGA GOVERNO GENTILONI - GENNAIO 2017
Il Governo e' delegato ad adottare, entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, per la semplificazione normativa, per le politiche europee e per il turismo, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, un decreto legislativo avente ad oggetto la revisione e il riordino della legislazione relativa alle concessioni demaniali marittime secondo i seguenti principi e criteri direttivi
Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, nonché lacuali e fluviali, ad uso turistico ricreativo, nel rispetto della normativa europea, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi.
Prevedere criteri e modalita' di affidamento nel rispetto dei principi di concorrenza, di liberta' di stabilimento, di garanzia dell'esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attivita' imprenditoriali e di tutela degli investimenti;

Prevedere criteri e modalità di affidamento nel rispetto dei principi di concorrenza, di qualità paesaggistica e di sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali, di libertà di stabilimento, di garanzia dell’esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale, mediante procedure di selezione che assicurino garanzie di imparzialità e di trasparenza, prevedano un’adeguata pubblicità dell’avvio della procedura e del suo svolgimento e tengano conto della professionalità acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi, nonché lacuali e fluviali, per finalità turistico ricreative
Stabilire limiti minimi e massimi di durata delle concessioni, entro i quali le regioni fissano la durata delle stesse in modo da assicurare un uso rispondente all'interesse pubblico nonche' proporzionato all'entita' degli investimenti;

Stabilire adeguati limiti minimi e massimi di durata delle concessioni entro i quali le regioni fissano la durata delle stesse in modo da assicurare un uso rispondente all’interesse pubblico, nonché prevedere che le regioni possono disporre che un operatore economico può essere titolare di un numero massimo di concessioni, tale comunque da garantire adeguata pluralità e differenziazione dell’offerta, nell’ambito territoriale di riferimento;

Individuare modalita' per la riscossione e per la suddivisione dei proventi derivanti dai canoni tra comuni, province e regioni;
rideterminare la misura dei canoni concessori con l’applicazione di valori tabellari, tenendo conto della tipologia dei beni oggetto di concessione, anche con riguardo alle pertinenze e alle relative situazioni pregresse, e prevedere la classificazione, quanto alla valenza turistica, in differenti categorie dei medesimi beni, applicando a quelli di maggiore valenza un canone più elevato con l’attribuzione di una quota, calcolata in percentuale sulle maggiori entrate annue rispetto alle previsioni di bilancio, a favore della regione di riferimento;

Individuare i casi in cui le concessioni nuove, decadute o revocate sono assegnate nell'ambito dei piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni;
stabilire criteri per l’eventuale dichiarazione di decadenza delle concessioni, nonché criteri e modalità per il
subingresso  in caso di vendita o affitto aziendale 
Stabilire le modalità procedurali per l’eventuale dichiarazione di decadenza ai sensi della vigente normativa delle concessioni, nonché criteri e modalità per il subingresso in caso di vendita o di affitto delle aziende;

Prevedere criteri per l'equo indennizzo del concessionario nei casi di revoca della concessione demaniale, nei casi previsti dall'articolo 42 del codice della navigazione;

****
*****
Aggiornare le procedure, prevedendo l’estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie digitali dell’informazione e della comunicazione, finalizzate al rafforzamento del sistema informativo demanio marittimo, favorendo l’interscambio e la condivisione dei dati tra i sistemi informatici delle Amministrazioni competenti in materia, nonché garantendo la trasparenza dei rapporti con i destinatari dell’azione amministrativa.
******
Procedere al coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni legislative vigenti in materia, con indicazione esplicita delle norme abrogate
******
Prevedere, anche in relazione alle innovazioni introdotte dalla presente legge, un adeguato periodo transitorio per l’applicazione della disciplina di riordino.




Roma, 30/01/2017 

Armando Cirillo 

martedì 15 novembre 2016

RIPENSARE IL TERRITORIO. PERCORSI E STRATEGIE PER LA RIVALUTAZIONE DEI BENI COLLETTIVI LOCALI. FRANCO ANGELI, MILANO, 2016


LEGGI L'ANTEPRIMA
A cura di Eide Spedicato Iengo, Fabio Travaglini, Orazio Di stefano 
Scritti di Cirillo A., D'Alessandro S. , Gabriele A., Giancristofaro L., Mariotti A., Rapposelli C. 

Nell'era dell'economia globale, in cui i flussi demografici, economici e finanziari si muovono in modo sempre più veloce e imprevisto, i territori e le comunità locali, se non vengono organizzati per competere, rischiano isolamento e regressione demografica. Competere e interagire correttamente con i flussi mondiali significa in primo luogo acquisire consapevolezza del territorio, della sua storia, dei processi che lo caratterizzano e mettere "a sistema" i diversi attori che in esso vivono e operano. È sulla base di queste considerazioni che la Confederazione UN.I.PMI - Unione dell'Industria e delle Piccole e Medie Imprese - ha promosso questa indagine nell'area di crinale fra l'Abruzzo e il Molise che va sotto il nome di Valle del Trigno. Suo obiettivo è stato quello di individuare i percorsi da seguire e i soggetti da coinvolgere per valorizzare i beni collettivi di questo territorio in un quadro sistemico e inter-istituzionale di azioni e proposte utili a promuoverne il capitale umano, sociale ed economico.



IL CENTRO STUDI NENS AVVIA UNA NUOVA FASE: CIRILLO DIRETTORE. BUSILACCHI DIRETTORE SCIENTIFICO


Armando Cirillo sara' dalla fine dell'anno il nuovo direttore dell'associazione Nens (acronimo di Nuova economia nuova societa'), il centro studi fondato nel 2001 da Pier Luigi Bersani e da Vincenzo Visco, mentre a Gianluca Busilacchi e' stato assegnato l'incarico di nuovo direttore scientifico. E' quanto si legge in una nota. "Il consiglio di presidenza e l'assemblea dei soci del Nens - si spiega nel comunicato - hanno avviato una nuova fase nella vita dell'associazione. Nel corso di questi ultimi 15 anni il Nens ha svolto un lavoro significativo, diffondendo dati certi, previsioni attendibili di finanza pubblica, effettuando analisi e proposte in materia economica e fiscale, oltre a contribuire significativamente alla elaborazione e stesura di proposte divenute centrali nei programmi delle forze politiche riformiste. Nella convinzione che questa esperienza possa continuare ad essere utile e che dunque vada implementata e irrobustita - si afferma ancora - il Nens ha avviato una operazione di allargamento della base sociale per dare vita a un collegamento ancora piu' diretto da un lato con le nuove leve del mondo della ricerca e del mondo accademico, dell'impresa e del sindacato, dall'altro con le donne e gli uomini, i militanti, i dirigenti e i parlamentari delle nuove generazioni che possono essere interessati a un radicamento e a un sicuro orientamento riformista". 



giovedì 14 luglio 2016

BALNEARI, CORTE UE: NO A PROROGA AUTOMATICA SENZA SELEZIONI CANDIDATI

BALNEARI, CORTE UE: "NO A PROROGA AUTOMATICA SENZA SELEZIONE CANDIDATI"

Anni di discussione, centinaia di dibattiti dedicati al demanio marittimo, sfilate di politici acchiappa preferenze e di qualche sindacalista acchiappa tessere, interventi assurdi che propagandavano soluzioni fantasiose applauditi  e , al contrario, interventi puntuali e di buon senso  fischiati e interrotti.
Da un lato, siamo stati in tanti, quelli che chiedevano l'apertura di questo mercato, in particolare per le giovani generazioni, per il cittadino-consumatore, per l'innovazione e la qualificazione dell'offerta turistico – balneare, per garantire la massima utilità pubblica del demanio marittimo, anche in termini di introiti per lo stato ( lo ricordiamo, tutte le concessioni demaniali portano allo stato circa 100 milioni ogni anno, una cifra che potrebbe aumentare notevolmente). Senza mai aver pensato di liquidare con un ciao le attuali imprese, ma di inserirle in un circuito virtuoso orientato allo sviluppo del sistema, alla creazione di nuovi posti di lavoro, all’innovazione e alla qualificazione del prodotto. Così come abbiamo sempre parlato di riconoscimento del valore commerciale dell'impresa, di professionalità acquisita, di funzioni pubbliche generali che queste aziende esercitano, di  periodo transitorio per l’applicazione delle nuove norme. Una serie di garanzie per proteggere chi sulle spiagge ha investito negli anni ed ha dimostrato di saper fare impresa.
Dall'altro lato c’erano quelli che  si sono opposti all'innovazione, per difendere banalmente posizioni di rendita consolidate da decenni e decenni, a discapito dei giovani italiani, dei cittadini-consumatori, delle sacrosante regole della concorrenza. La Bolkestein non è un problema, ma una grande opportunità per l’Europa, ed in particolare per le nuove generazioni che magari sognano, in questo caso, di poter aprire un “bagno” a Rimini, Riccione,   Forte dei Marmi, Viareggio, uno chalet a  San Benedetto del Tronto. Sognano di aprire una attività commerciale  su una spiaggia che è un bene pubblico, non privato, ed oggi non possono farlo.  
Quando si approvò la proroga al 31 dicembre del 2020, oggi messa in discussione dalla Corte di Giustizia europea con questa sentenza giusta e scontata, ho espresso la mia assoluta contrarietà perché si stava per approvare una norma all’italiana,  in contrasto con il Trattato europeo, al quale la nostra legislazione è subordinata. 
Mi sono battuto, anche dentro il mio partito,  per trovare un difficile equilibrio tra libera concorrenza  e interessi delle attuali imprese balneari. Ma troppe volte le continue campagne elettorali, alcune ( per fortuna non tutte) posizioni sindacali assurde hanno fatto saltare il tavolo. Un tavolo che deve essere costruito ripartendo dal lavoro fatto dall’allora Ministro Gnudi, dalle posizioni di buon senso espresse da alcune organizzazioni degli imprenditori balneari, dal coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e dei consumatori e politicamente, da quel documento di Milano Marittima tanto contestato, ma che rappresenta dopo anni un contributo serio e lineare per aprire questo mercato nell’interesse delle parti coinvolte. In questo contesto mi aspetto una posizione netta da parte del PD, che oggi ha responsabilità di governo e che è chiamato ad avanzare proposte per aprire la società italiana.

Roma, 14/07/2016                                                                  Armando Cirillo

domenica 28 febbraio 2016

Concessioni demaniali: posizione avvocatura generale della Corte di giustizia europea prevedibile. Ripartire dal documento di Milano Marittima del 2012.

La posizione dell'avvocatura generale della Corte di Giustizia europea in materia di concessioni demaniali ad uso turistico ricreativo non mi ha sorpreso.
Quando questa ulteriore proroga venne approvata, dopo l'apertura  e la chiusura di una procedura di infrazione, sono stato fermamente contrario a quell'atto  normativo. Per due motivi :
a) una ulteriore proroga, certamente fuori dalla normativa europea e di conseguenza da quella nazionale, non risolveva i problemi di chi ha investito sul demanio, in particolare quelli relativi agli indennizzi, al riconoscimento del valore commerciale delle imprese ;
b) una proroga non era utile alla concorrenza, blocca gli investimenti degli operatori, non crea nuovo lavoro, non innesca dinamiche di abbassamento dei prezzi dei servizi offerti ai consumatori.
Ero uno dei pochi, contrari a quella proroga, contestato  in giro per l'Italia , perché ho preferito dire la verità ai miei interlocutori. A differenza di chi ha preferito prendere un applauso in una assemblea propagandando soluzioni non percorribili.

Da dove ripartire adesso? Alla fine si tornerà indietro nel tempo, in particolare a quella serata di Milano Marittima del settembre del 2012  dove presentammo una proposta seria e articolata che voglio riprendere in questo post.
A mio parere l'unica soluzione possibile. A tutela delle attuali imprese che operano sul demanio marittimo. A tutela della libera concorrenza.

1)Stabilire limiti minimi e massimi di durata delle concessioni, entro i quali le Regioni fissano la durata delle stesse in modo da assicurare un uso rispondente all’interesse pubblico nonché proporzionato all’entità degli investimenti. In base gli investimenti si può arrivare ad un rinnovo per un periodo minimo di 9 anni e massimo di 30 anni;

2) Esclusione del canone quale elemento di comparazione in quanto predeterminato dalla legge nazionale o, eventualmente, regionale ma sempre in un quadro nazionale che impedisca disparità di trattamento fra imprese operanti in territori diversi ma omogenei;

3) Ridefinire i concetti di facile e difficile rimozione dei beni realizzati dai concessionari, tema rilevante anche ai fini della corresponsione di eventuali indennizzi;

4) Prevedere il valore commerciale dell’azienda, derivante dagli investimenti effettuati, anche successivamente all’entrata in vigore della legge n. 25\2010, ivi compreso l’avviamento commerciale, che potrà essere considerato elemento costitutivo della proposta di investimento;

5) Riconoscimento della capacità tecnica dimostrata e della professionalità acquisita anche all'estero nel settore balneare anche gestendo l’attività in forma diretta, quale elemento di premialità (preferenza, opzione, ecc.) compatibili con il diritto comunitario e, per i soggetti non concessionari alla data del 31.12. 2015, dell’individuazione di requisiti morali e professionali cui subordinare l’accesso all’evidenza pubblica

6) Riconoscimento quali elementi di comparazione: di forme di aggregazione fra imprese per lo svolgimento di attività e\o servizi di interesse pubblico o di pubblica utilità quali la: salvaguardia della pubblica incolumità, a cui essi provvedono assicurando il servizio di salvataggio e la costante segnalazione delle condizioni meteo-marine; la tutela e il monitoraggio dell’ambiente costiero; la cura dell’igiene e della sanità pubblica, le cure salsoiodiche e di elioterapia; interventi, anche quelli già effettuati, di recupero ambientale, utilizzo di materiali ecocompatibili e di sviluppo delle energie rinnovabili; il presidio della costa e la segnalazione di qualunque attività illecita alle autorità competenti.

7) Riconoscimento di un indennizzo, a carico del concessionario subentrante e a favore di quello uscente, garantito da idonea fidejussione e pari al valore commerciale dell’azienda compresi, l’avviamento commerciale, i manufatti, le strutture e le attrezzature esistenti in concessione ed impiegate nell’attività consacrata da una perizia asseverata.

8) Individuazione di un numero massimo di concessioni di cui un soggetto economico, direttamente o indirettamente, possa essere titolare in una stessa località o Regione per evitare illegittime e, comunque, inopportune forme di accaparramento. Individuare anche il numero massimo di evidenze a cui può partecipare un singolo soggetto e società a qualsiasi titolo costituita.

9) La puntuale definizione delle cause di decadenza e revoca delle concessioni, così da evitarne il disordinato, confuso ed impreciso moltiplicarsi e l'adempimento delle funzioni di servizio di interesse economico generale. In vista di tali funzioni, le Leggi regionali potranno anche stabilire il divieto di subconcessioni.

10) Facoltà di rinegoziazione del titolo concessorio, con esclusione di procedure concorrenziali, per l’esecuzione di investimenti da effettuarsi anche in forma associata, sia nell’ambito della concessione ottenuta sia all’esterno su aree pubbliche, non previsti, urgenti e non differibili o in attuazione di Accordi di programma definiti con le Pubbliche Amministrazioni con possibile differimento del termine originario di scadenza delle concessioni per un periodo equivalente al massimo previsto dalla legge;

mercoledì 13 gennaio 2016

Consiglio Regionale della Puglia: Gruppo Pd nomina collaboratori

Il Gruppo PD presso il Consiglio  Regionale della Puglia nomina i nuovi collaboratori. Ci sono anche io  per la parte normativa.

Ecco il comunicato: 
Agenzia nr. 72 del 11/01/2016
» Gruppi consiliari 

Gruppo Pd, nomina ufficio stampa e collaboratori
In applicazione alla legge regionale 22 ottobre 2015 n. 29, si informa che il gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale ha proceduto all'istituzione dell'ufficio stampa ed alla nomina di 12 collaboratori.
Accogliendo l'invito dell'Associazione della Stampa di Puglia, i nominativi per l'ufficio stampa sono stati selezionati tra i giornalisti iscritti all'Ordine. Tra i vari curricula esaminati la scelta è ricaduta su Carmen Carbonara, Giovanni Dello Iacovo, Michele Mascellaro. La gestione dei social media è stata affidata all'esperto di comunicazione Giovanni Abbaticchio.
Professionalità e rapporto di fiducia tra i criteri che hanno ispirato anche le altre nomine. Di seguito i nomi degli altri collaboratori del gruppo: Mariangela Boggia, Giacomo Cazzato, Armando Cirillo, Alessandra Cursi, Paolo Covella, Fabrizio Monopoli, Massimiliano Motolese, Saviano Nazzareno, Gianni Paulicelli, Giuseppe Popolo, Alfonso Rampino, Elisabetta Vaccarella.
Infine il gruppo si avvale della collaborazione di tre dipendenti regionali in distacco, Luigia Belviso, Amatore De Sario, Vito Diana.


http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=195647